Burocrazia Sanitaria… le assurdità che portano sempre più in basso a discapito del nulla tenente

Pubblicato il da Gioia Mulas

INPS   Problema pensioni invalidità civile.

Un problema a circolo vizioso, che purtroppo ricade su chi ha veramente dei problemi.

Questo mio post, mira semplicemente a esprimere una propria opinione personale in merito a un problema burocratico che si aggiunge a, purtroppo, tantissimi problemi esistenti in Italia.

Il problema iniziale:

Un utente, ricoverato d’urgenza nel lontano 1993, scopre di essere affetto da glomerulo nefrite proliferativa in stato di L.E.S. (in parole povere, problemi ai filtri del rene causati da una malattia immunologica, il Lupus Eritematoso Sistemico, in cui gli anticorpi, causa i raggi del sole, non svolgono la loro normale funzione di autodifesa).

Dopo essere sottoposto a numerosi controlli, tra cui biopsia renale, proprio per accertare la presenza del L.E.S., viene informato che può far richiesta d’invalidità civile.

Seguite tutte le normali procedure, gli viene concessa l’invalidità al 75%, non per il L.E.S. (in Italia non è riconosciuto come problema invalidante), ma per la glomerulo nefrite.

Percepisce una pensione iniziale pari a 232,00 euro fino al 2003, anno in cui, trasferitosi in un’altra provincia Italiana, gli viene detto che non può percepire più la pensione in quanto non sussistono i presupposti perché non affetto da tale patologia.

A tale risposta gli vengono mille domande: come non c’è patologia? La chemio fatta? I 25mg di cortisone al giorno presi?

Preso dal panico, chiama il medico che gli aveva diagnosticato la patologia e scopre che tra l’ospedale dove era stato curato con esito positivo, fin da subito e l’ospedale che ha negato la presenza della patologia, non corre buon sangue da moltissimo tempo.

Che fare?

Non prende più medicine, dove ha la residenza, non gliele passano. Fortuna vuole che la patologia è momentaneamente “a riposo”.

Passa il tempo, fino a che iniziano alcuni problemi: mani come ustionate, bruciano, sanguinano, si spellano, plantare dei piedi la stessa cosa. Eritema dicono e curano con 15 giorni di cortisone.

dopo un po’ di tempo, ennesimo problema: presenza di piccoli brufoli pruriginosi nel cuoio capelluto. Gli viene consigliato di usare sciampo neutro. Il problema non si risolve, i brufoli si trasformano in pustolette che rilasciano un siero giallastro e fatiscente. Ennesimo controllo, con tutte le cartelle mediche, compresa quella che indica la patologia L.E.S.

I medici non danno ascolto, pensano a un’allergia e per quella eseguono la cura., che naturalmente non da esito positivo. Continuano visite su visite per oltre un anno. Le pustolette son passate dal cuoio al viso, al petto, i capelli sono spariti.

Il malessere dell’utente, oltre che fisico, anche morale, aumenta. La perdita dei capelli, la puzza del siero, gli impongono di uscire il meno possibile, si sente giudicato, schivato. I medici, intanto, continuano a negare il Lupus come causa del problema, per loro non esiste.

Ormai esausto, decide di ritornare presso il medico che aveva diagnosticato il problema. Qui, dopo una biopsia e i dovuti controlli, si ha il responso: il L.E.S. si è risvegliato. La cura: 25mg di cortisone al giorno. Nel giro di 10 giorni, il problema inizia a scomparire, dopo un mese ricomincia la ricrescita dei capelli e la sua vita riprende nella normalità. Unico problema pagarsi le medicine.

Fa richiesta di esenzione, ma gli viene detto che non essendo riconosciuta la patologia non ha diritto a niente.

Lascia correre, in fin dei conti, ciò che gl’importa è una vita apparentemente normale.

Oltre il danno, la beffa!

2012, riceve una lettera dalla “rispettabile” INPS, nella quale è scritto che nel 2003 ha percepito alcuni mesi di pensione d’invalidità che non gli spettavano e che quindi deve restituire in unica soluzione l’ammontare di oltre 1700 euro entro e non oltre 90 giorni. In caso di mancata restituzione, si provvederà a pignoramento. Se ritiene che ciò sia fatto illecito dovrà presentare ricorso.

Della serie:

devi pagare;

se non paghi pignoriamo;

altrimenti paghi un medico legale.

E se soldi non ce ne sono?

L’utente in questione infatti non lavora, si cerca di vivere in 4 con lo stipendio del coniuge, pagando il mutuo della casa.

 

Di chi è la colpa?

La pensione è stata erogata al tempo sempre dall’INPS, se non gli spettava (e mettiamo il ?) perché gliel’hanno data?

La patologia era stata riscontrata in una regione e negata in ‘un’altra, per quale ragione, quali sono stati i presupposti? Possibile che le regioni così dette italiane non facciano parte dello stesso Stato Italiano?

Per poter far valere i suoi diritti deve comunque sborsare soldi che non ci sono…

 

Comprensibile che si facciano controlli, visto le numerose truffe scoperte, ma possibile che non si facciano i dovuti controlli prima di colpire? Possibile che chi ne paga le conseguenze sia chi veramente ne ha bisogno?

Soluzione?

L’utente deve rifare tutto l’iter di controllo, ma per far ciò è obbligato a rifarsi presentare la malattia, non assumendo i medicinali che adesso paga. Il cortisone, infatti nasconde i veri dati della patologia, impedendone la visione della presenza.

 

Che sia cattiva informazione, che sia poca conoscenza della patologia nella zona, il problema sussiste e non si riesce a risolver il problema senza dover pagare (con soldi che non ci sono), un medico legale che possa risolvere il problema.

Questa è l’Italia in cui viviamo.

W L’ITALIA Pollice in giù Perplesso

 

 

 

 

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