Cresciuto troppo in fretta

Pubblicato il da Gioia Mulas

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Una storia strappa lacrime, capace di smuovere l' animo anche dei cuori più duri...

 

2007, Marocco, Kamal è combattuto con se stesso, la scelta di continuare a vivere a stenti oppure, cercar di far sopravvivere i figli, mandando i più piccoli dallo zio, in Italia.
Dopo giorni e giorni di pensieri tormentati, tra le lacrime di sua moglie, decide di far compiere il lungo viaggio ai due figli minori: Youssef 11 anni e Ahmed 13 anni.

 

Non ci volle molto per mettere in viaggio i due ragazzini. Senza bagagli vennero fatti salire su un camion, destinazione Stretto di Gibilterra. Giunti al porto, per poter salire a bordo, dovettero scendere dal camion e infilarvisi sotto, aggrappati come potevano alle assi… Il problema furono i controlli. Alcuni addetti a tal compito, armati di forche controllavano che non ci fosse nessuno proprio sotto ai camion.

 

Il piccolo Youssef, rischiò di essere colpito. Un urlo, l’urlo dello spavento gli si bloccò in gola. Guai se avessero fiatato, se scoprivano la loro presenza. Dopo circa 10 minuti, interminabili, di paura, finalmente vennero imbarcati. Per tutto il viaggio dovettero restare nascosti, ma fortunatamente tutto sembrava proseguire come previsto.

 

Giunsero finalmente in Spagna. Abbandonato il camion, proseguirono a nuoto lungo la costa. Ormai stremati si fermarono in un piccolo porticciolo. Qui, per loro fortuna incontrarono un loro compaesano, che nonostante gli stenti, riuscì a sfamarli. Ma il viaggio doveva continuare.

Trovarono un passaggio in un altro camion. Stesso posto riservato “di classe”, tra le assi sotto al camion.

 

La strada è tortuosa,  Youssef  e Ahmed, sono costretti a subire i colpi dei sassolini mossi dalle ruote…

Fino a che… un fosso… il fosso maledetto che strattona il piccolo Ahmed. Perde l’equilibrio… Nessuno lo può aiutare, nessuno riesce a tenergli la mano. Youssef, 11 anni è costretto a vedere la tragica fine del fratello senza poter far niente, senza poter urlare. Grosse lacrime scorrono fra le sue guancia.

 

Ora è solo. Solo nel suo cammino fino a Milano, dallo zio che lo aspetta. Ancora per poco.

Ancora 12 ore di viaggio e sarà tutto finito…

 

Dove acquistare il libro?

No, non è un racconto! Sfortunatamente è la tragica realtà di molti clandestini, spesso piccoli cuccioli obbligati per dovere verso la famiglia, per cercar di sconfiggere la miseria, a sopportare viaggi inumani, tra gli stenti e i pericoli, soli con se stessi, diventando adulti prima del tempo.

 

Questa è la storia, vera, di uno degli amici di mio figlio. Oggi sta bene, ha ottenuto tutti i documenti necessari per poter vivere in Italia con lo zio e studiare. Oggi finalmente anche lui vive. Ma è cresciuto troppo in fretta. Gli manca la sua età, 11 anni, quella che gli è stata strappata brutalmente. Quell’età che gli spettava di diritto e che nessuno potrà mai restituirgli.

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