Dimenticata dal destino

Pubblicato il da Gioia Mulas

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Dicono che la ruota gira sempre, che prima o poi quel pizzico di fortuna capita  a tutti…

 

Lei aspettava fiduciosa da chissà quanto tempo.

Praticamente sempre chiusa fra le quattro mura di casa sua, madre moglie, casalinga, in una famiglia che, tra mille problemi non trovava pace, sempre in continua lite.

Quanto odiava far la casalinga, ma era l’unica cosa che poteva fare.

Usciva solo ed esclusivamente per fare le commissioni più importanti: portare i figli a scuola, spesa e qualche pratica che non poteva essere sbrigata tramite il computer.

Una malattia le impediva di uscire durante il giorno. Una malattia che non era ben conosciuta nella zona in cui abitava, che la costringeva a fare chilometri per trovare un medico capace di dargli le cure di cui necessitava. Una malattia che le impediva di poter svolgere i lavori offerti sul momento dal mercato.

 

Passava le sue giornate a occuparsi della casa e a cercar qualcosa da fare attraverso quel piccolo monitor del suo pc. Quel monitor che in un modo o nell’altro era diventato il suo grande amico, colui che la metteva in relazione col mondo intero. Certo non le offriva un lavoro, ma almeno le consentiva di comunicare con qualcuno.

Suo marito, svolgeva un lavoro che lo teneva a lungo lontano da casa e lei si sentiva sola.

 

Anni addietro aveva sentito in televisione che le aziende si stavano muovendo per assumere personale che lavorasse direttamente da casa, attraverso la connessione internet.

Solo tante belle parole!

 

Nonostante tutto, non si è mai persa d’animo!

Dicono che la speranza sia l’ultima a morire!

 

Nonostante la sua timidezza ha iniziato a provar piacere nello scrivere, mostrando al mondo intero i suoi pensieri, le sue paure, ciò che lei era in grado di fare manualmente.

Amava dedicarsi a moltissimi hobby, anche se ultimamente non aveva spirito di pensiero per porvisi dedicare come prima.

Non c’era cosa che non provasse. Tutto ciò che vedeva fare agli altri diventava un nuovo stimolo per lei.

 

Si sa però che gli anni passano, compaiono le prime rughe e con loro, la stanchezza.

Quella stanchezza che viene col troppo aspettare quel qualcosa di positivo.

 

Aspettava…

Aspettava di avere una famiglia serena.

Aspettava un lavoro che sapeva non sarebbe mai arrivato.

Aspettava una vita di coppia serena.

Aspettava…

 

E mentre aspettava, tra una lacrima nascosta e l’altra, tra due piatti sporchi e il bucato da stendere, sorrideva al mondo.

Quel mondo immenso racchiuso nel monitor del pc.

Si mostrava forte, allegra, spensierata, pronta regalare un sorriso a qualsiasi sconosciuto glielo avesse chiesto.

 

Quando sarebbe arrivato il sorriso per lei?

Quando avrebbe potuto urlare a pieni polmoni: sono felice?

 

Forse presto, forse mai!

Un’incognita del destino, quel destino che si era dimenticato di lei.

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