La notte

Pubblicato il da Gioia Mulas

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Quella notte...

Sapevi cosa ci sarebbe stato di nuovo... o di vecchio...

Infatti sapevi come sarebbe andata a finire.

Lui, che voleva... che pensava solo... che desiderava nient' altro che al sesso, lui come sempre, ti avrebbe ceduta, data quasi in pasto ad uno sconosciuto, trovato per caso, tra i vincoli di quella città che stava diventando per te... una prigione.

Lui, che non era capace di darti ciò di cui ardeva, ma che voleva, ad ogni costo sentirti sua, godere nel vederti succube dei sui desideri, dei suoi istinti più perversi...

Aveva trovato il modo....

Guardarti, guardarti da lontano, mentre, chi sa chi, ti prendeva, ti possedeva, senza preoccuparsi di te, senza la minima pietà, senza pensare, neanche per un istante, se nella tua mente, nel tuo corpo, ci fosse un solo piccolo desiderio.

Questi erano i patti... tu, oggetto, schiava, bambola da quattro soldi, usata solo per dar libero sfogo ai sui desideri...

Ti sentivi sporca, viscida, lasciavi che tutto ti accadesse così, che tutto ti scivolasse.

Sentivi addosso lo sguardo di lui che controllava, ammirava, godeva, nel vedere le mani dello sconosciuto che ti toccavano, ti frugavano, si insinuavano...

I suoi occhi bramavano a un punto tale da sembrar infuocati...

Quella notte arrivò, prima del tempo, così, senza preavviso, ti spinse in camera, ti ordinò di non fiattare e ti buttò fra le grinfie assetate di colui che ti avrebbe posseduta.

Ecco, lui già ardeva di desiderio, già provava un immenso piacere, godeva, senza ritegno, vedendo che un' altro ti usava...

E tu?

Si tu...

Lo guardavi, impassibile... fu allora che prendesti una decisione, la decisione...

Improvvisamente il tuo corpo iniziò a fremere, a provar piacere al tocco di quelle mani estranee... Si, un piacere intenso, mai provato prima.

E ti lasciasti andare, facendoti travolgere da quel maledetto gioco, godendo anche tu dei sui sguardi, fino a raggiungere un piacere intenso lungo,infinito....

Il piacere del pianto....

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