Lo specchio,.... la mia anima

Pubblicato il da Gioia Mulas

Era lì davanti allo specchio, vedeva il suo viso trasformarsi. I colori cambiavano lentamente il suo volto. Le aveva detto: - Preparati per me!

Quel trucco le serviva da maschera. Una maschera che doveva nascondere imbarazzo e paura. Sapeva bene cosa voleva. Sapeva quali erano i suoi desideri nascosti. Ne aveva paura, terrore, ma, nonostante tutto era accondiscendente.

Non sapeva bene quale fosse la ragione... quelle parole, nero su bianco, veleggiavano ancora nella sua mente... non sapeva per quale recondito motivo si sentisse in colpa, per una cosa che non aveva fatto, colpa che la spingeva ad esaudire i suoi desideri, seppur spinti oltre i suoi limiti.

 

Continuava a passare la matita nera sugli occhi, mai in vita sua ne aveva messo così tanta. Preferiva un trucco più modesto, più naturale, che sottolineasse e mettesse in evidenza le parti migliori del suo viso.

 

Quella sera, invece, davanti allo specchio, cosciente di ciò che stava facendo, aveva deciso di marcare, marcare profondamente. Aveva la sensazione in questo modo di sottolineare qualcosa dentro, come se appesantire il trucco l'aiutasse a ritrovare la parte di se che aveva perduto...

 

E più sentiva il vuoto e più marcava la linea della matita.

 

Una voce dal basso le chiese se era pronta. Mancava ancora il rossetto e il vestito.

Scelse il rossetto di una tonalità rosso fuoco. Le sue labbra carnose sembrava non aspettassero altro, sotto al rossetto brillavano, si muovevano lentamente, sensualmente.

Nonostante tutto era riuscita a ottenere ciò che voleva, ciò che lui desiderava.

Completamente nuda davanti allo specchio, si guardò un'altra volta.

Oddio, cosa stava facendo?

Ma ormai era tardi e doveva vestirsi.

Non che avesse molte cose da indossare, le aveva detto: - Tu sai come ti voglio!

 

Già lo sapeva bene. Aprì le antine dell'armadio e tirò fuori il tubino rosso che le aveva regalato qualche giorno prima, cortissimo (lo avrebbe definito più una maglietta che un vestito), scollatura vertiginosa.

Lo infilò, senza pensarci.

Pochette nera e tacchi a spillo neri. Era pronta.

 

Mentre scendeva le scale, lui dal basso la guardava con occhi avidi, controllava che tutto fosse come lui aveva espresso.

Ogni passo di lei lasciava intravedere...

Giunta davanti a, lo guardo, un sorriso che pareva più una smorfia. Lui la sfiorò con gli occhi fino alla scollatura del vestito, intravedendo ad ogni suo respiro i seni scoperti.

La sua soddisfazione era al massimo!

- Brava, è proprio così che ti volevo! Possiamo andare.

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