Nuove scoperte interstellari

Pubblicato il da Gioia Mulas

3228738204_708575e598.jpg Una scoperta davvero strabiliante, che potrebbe risolvere un mistero che si protrae da ormai 90 anni.

Con l’ausilio del telescopio Gemini Nord, gli astronomi hanno identificato alcune bande interstellari nel centro della Via Lattea.  

   La rivista Nature ha riferito sul suo sito web questi risultati, che supportano le idee più recenti sulla presenza di 'portatori'  di grandi molecole organiche a base di carbonio nascosti nelle nubi di polvere interstellare.  

Donald Figer, direttore del Centro per rivelatori presso il Rochester Institute of Technology e co-autore dello studio, dichiara:  "Queste bande  diffuse interstellari (DIB) non sono mai state viste prima, in quanto gli spettri delle stelle hanno righe di gas e polvere che assorbono gran parte della luce". http://www.astronomia.com/wp-content/uploads/2007/06/m31-big.jpg

   "In base a ciò che si è notato fino ad ora le bande diffuse interstellari sono molecole di carbonio relativamente semplici che fungono da molecole di trasporto, come gli aminoacidi", continua. "Potrebbero essere catene di aminoacidi nello spazio, che supportano la teoria che i semi della vita hanno avuto origine nello spazio e solo in seguito sono caduti sui pianeti."

   "Le osservazioni eseguite nelle diverse linee galattiche indicano che il materiale responsabili di questi DIB 'sopravvivono' in diverse condizioni fisiche di temperatura e densità" continua Paco Najarro, ricercatore presso il Dipartimento di Astrofisica presso il Centro di Astrobiologia di Madrid.

   Le linee intraviste da Figer sono a basso assorbimento di energia inoltre, secondo le scoperte dei suoi colleghi, possono determinare l’origine delle bande interstellari. Teoricamente sempre secondo tali studi,  osservando l’esatta caratteristica della lunghezza d’onda è possibile scoprire il tipo di gas e di polveri che assorbono la luce presente tra noi e le stelle.

http://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2011/10/cloud-340x214.jpgPrima di adesso, erano state intraviste  500 bande con una lunghezza d’onda simile agli infrarossi. Le linee osservate adesso, di tali bande, non coincidono con le molecole semplici di un solo elemento, ma sono molecole piuttosto complesse, nel loro genere, che contengono anche carbonio.

 Forse, un giorno, grazie a tali studi, si potrà essere in grado di riprodurre tali molecole a bande infrarosse, anche se riprodurre la temperatura e la pressione del gas presente nello spazio, presenta una moltitudine di possibilità e difficoltà.

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http://www.europapress.es/sociedad/ciencia/noticia-cadenas-aminoacidos-espacio-podrian-sembrar-vida-20111107125700.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Da ciò se ne dovrebbe dedurre che si sarà in grado di riprodurre la vita?

Voi cosa ne pensate?

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