Dopo 40 anni viene riscritto l’Esorcista
Era l’anno 1971, quando venne scritto un romanzo che nonostante le numerose polemiche, ha inspirato il film omonimo, riscuotendo un gran successo.
Scritto da William Peter Blatty con l’intenzione di mettere in evidenza il lato umanitario e credente del personaggio, è stato invece visto dai lettori come un best-seller profano.
Dopo 40 anni Blatty riscrive lo stesso romanzo, adattandolo ai giorni nostri e aggiungendo un personaggio del tutto nuovo
Introduzione alla storia
Damien Karras, sacerdote psichiatra che sta vivendo una crisi di fede, viene chiamato ad aiutare Regan. Il primo incontro è inquietante. Gli occhi di Regan sono feroci, brillano, labbra tese e ghigno da animale selvatico. La voce profonda e minacciosa, faceva sentire il pieno potere. Sembrava contenta di vedere Karras. Aveva i polsi legati con delle cinghie. Karras notò la faccia graffiata e si rivolse a lei chiamandola Regan. “Non sono Regan” “Capisco, allora chi sei” “Sono il diavoli!”
Queste le parole che resero quello che doveva essere un romanzo, uno dei best- seller del terrore di più gran successo.
La cosa “ridicola”, sta nel fatto che lo scrittore non aveva nessuna intenzione di scrivere un triller, per lui il maestro del terrore è Stephen King, inoltre in una intervista aveva confidato che lui era il tipo che riusciva a dormire solo se c’era un filo di luce.
Nonostante ciò, la nuova versione, dopo 40 anni dal primo, il best-seller risulta ancor più terrificante.