Blog passione o lavoro?

Pubblicato il da Gioia Mulas

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Da che ho iniziato a scrivere per i blog, mai come adesso, si è  discusso di ciò che sono, di ciò che rappresentano, di ciò che vogliono diventare i blog.

Come tutto, anche il modo di comunicare cambia!

 

Cambiano tutte le cose, cambia il nostro modo di pensare, i nostri modi di reagire in base alle situazioni, il nostro modo di vedere la vita.

Cambia tutto, non sempre in bene e non sempre in peggio, dipende comunque da come si affronta la vita.

Che anni fa il blog, fosse un valido strumento, per poterci guadagnare qualcosa, è assodato.

Oggi, non credo si possa ritenere tale, più che altro, penso sia una sottospecie di piattaforma di lancio, un mezzo per far conoscere a chi ci legge, quanto valiamo, quanto possiamo essere in gamba per un eventuale altro lavoro.

Detta in parole pavore, nessuno “lega i cani con a salsiccia”!!!

Infatti, se solo ci soffermiamo un attimo, pensiamo se una piattaforma dovesse pagare anche solo un euro ad articolo tutti gli iscritti, matematicamente è impossibile che rientri nel budget. Se penso infatti, facendo un paragone assurdo, che per avere un sito con domini proprio, ci vogliono, bene che vada, solo per pagare quel nome, 30 euro l’anno…

 Il conto è presto fatto! In fin dei conti, chi decide d’investire lo fa per ingrassare le proprie tasche, non certo le mie, piccola pinco pallina, goccia nel mare dimenticata da tutti!

 

Io confesso che ho bisogno di lavorare, ho bisogno di guadagnare, non sono figlia di Onassis e neanche parente lontana di Rockfeller, ma so anche che non sarà certo un blog a farmi avere quei pochi spicci che mi possano consentire di dire: - Vado a fare shopping senza nulla togliere al budget familiare!

 

Scrivo per passione, scrivo perché così scarico tensione, scrivo perché adoro sapere che a volte posso essere stata utile a qualcuno.

Probabilmente per molti scrivo solo tante emerite baggianate! 

 

Che ci voglio fare? Non siamo nati tutti sapientoni! 

Comunque sia, per come vedo io il blog, visto da un punto di vista personale, non potrà mai morire, anzi, continuerà la sua evoluzione, prova ne sia che se fino a poco tempo fa, potevamo inserire i nostri post solo collegandoci da un computer, adesso, lo possiamo fare anche attraverso una email, un iPod, un iPad.

I programmi Android sono invasi da applicazioni di questo genere. Devo dire, utilissimi, comodi, io, ne sto diventando maniaca!

 

Non metto neanche in dubbio che ci sia un sistema che possa consentire ai più meritevoli di poterci guadagnare qualcosa in più, di sicuro i grandi cervelloni della piattaforma, lo sanno, ma è sicuro anche, che non vengono a dirlo a noi! Non gratuitamente almeno, non se ci devono perdere un centesimo loro!

 

La cosa più giusta da fare è pensare che si scrive per dar tono alla nostra voce, per dimostrare ciò che valiamo, perché tra coloro che ci leggono, c’è anche chi sta cercando un potenziale. Maggior impegno mettiamo nello scrivere i nostri post, maggiore probabilità abbiamo che il nostro blog venga letto, condiviso, ammirato e apprezzato.

Son passati i tempi felici, in cui bastava scrivere una qualsiasi cavolata per aver successo.

Son passati tempi che io paragono al “punto di Giotto”!

Son passati i tempi del dolce far niente!

Adesso è giunto il momento di rimboccarsi le maniche, dimostrare ciò che valiamo, capire noi stessi se valiamo e se dobbiamo insistere su quella direzione.

 

Già... capire noi stessi!

Qualcuno potrebbe ribattere che se uno scrive è perché pensa, crede di esserne capace, quindi quasi impossibile giudicarsi da soli!

 

Capisco, ecco perché qui dovrebbero entrare in ballo le piattaforme e dare un giudizio basato su dei criteri chiari, conosciuti e chiari a tutti, scritti da contratto.

Non è una cosa difficile”

Sono convinta che ciò porterebbe ad avere blogger più contenti, blog più validi, internet più istruttivo e meno “canchiglieroso”.

***

E con questo discorso confusionale per molti versi, non voglio giudicare nessuno, sono io la prima che si pone sotto accusa, in quanto capisco, senza che mi venga confermato da altri che ci sono ben molte persone che hanno da dare molto di più di quanto posssa fare io.

Ciò non toglie che ritengo, me compresa, la necessità di suddividere i blog che possono dar valore, dai blog che sono solo una sorta di foglietto degli appunti, in cui compaiono due righe con un link di riferimento.

Obiettivamente parlando, si può aver diritto a una remunerazione in questo caso? O se il mio blog non produce abbastanza, posso aver diritto a un incentivo?

Non siamo dipendenti, siamo free lance e come tali ci dovremmo comportare, dare il meglio di noi, dimostrare i nostri valori, dimostrare che ciò che scriviamo, può essere un articolo su una barzelletta?  Pefetto, bellissimo, ma improntato in un determinato modo, capace di dare agli utenti ciò che veramente cercano.

Ricerca, analisi, studio, post.

 

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